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i ricercati di lhasa “Due persone sono state condannate a morte in Cina per la rivolta dei tibetani a Lhasa nel marzo dello scorso anno. Lo riporta l’agenzia Nuova Cina citando un portavoce del tribunale intermedio del popolo di Lhasa. I due accusati sono stati identificati come i responsabili di aver appiccato i «fatali incendi» nei quali hanno perso la vita una ventina di persone. L’agenzia aggiunge che altre due persone hanno ricevuto condanne a morte «sospese» per due anni, e un’altra l’ergastolo.

RIVOLTA - La rivolta iniziò a Lhasa il 10 marzo 2008, quando centinaia di monaci manifestarono ricordando la rivolta anticinese del 1959. Nei giorni seguenti le proteste proseguirono e il 14 marzo vennero incendiati negozi degli immigrati cinesi. Secondo Pechino, le vittime furono 18 civili e un poliziotto uccisi dai rivoltosi. I gruppi tibetani in esilio parlano di 203 morti solo a Lhasa durante la repressione della polizia cinese e circa 7 mila arresti, anche in altre province cinesi”.

il panchen lama… Io voglio solo far notare una cosa. I cinesi stanno riuscendo lenti e inesorabili a passare dalla parte della ragione, di fronte alla Comunità internazionale. Hanno invaso un Paese con la violenza, hanno ucciso un milione di tibetani (un milione capito, tutta Torino!), hanno distrutto fisicamente la loro cultura distruggendo i templi, hanno impedito ai tibetani anche solo di aver con sè una foto del Dalai Lama, hanno fatto sparire il Panchen Lama Gedhun Choekyi Nyima e lo hano sostituito con un “panchen lama” scelto dai cinesi (è successo nel 1995, oggi avrebbe 20 anni), hanno colonnizzato e modernizzato a forza il paese come solo i cinesi sanno fare…
Di fronte a tutto questo adesso: ARRESTANO I TIBETANI IN RIVOLTA E LI CONDANNANO A MORTE.
Ho i brividi a pensare alla violenza cinese in Tibet, e all’indifferenza con cui la comunità internazionale affronta il problema, sottomessa com’è ai traffici commerciali con la Cina. Il “male giallo” è un problema per il mondo intero, lo ripeto più e più volte: è la vittoria della VIOLENZA, della MODERNIZZAZIONE FORZATA, del MATERIALISMO sulla SPIRITUALITA’. Il Tibet non è poi così lontano.

Per non dimenticare: i video delle proteste, marzo 2008

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