E così, anche il nostro amato e sempre più cool Obama ha ceduto ai cinesi: non incontrerà il Dalai Lama. “Per non irritare Pechino”…. Che delusione! Se penso che Bush lo aveva incontrato pubblicamente con tanto di onoreficenza… Certamente Obama ha le sue ragioni, non vuole irritare la Cina proprio ora che ci sono in ballo i missiloni nucleari di Iran e Corea del Nord… E così, ancora una volta, il gigante giallo che vive di regole proprie tira i fili dell’occidente, America compresa!
«Cosa deve pensare un monaco o una suora buddhista rinchiusi nella prigione di Drapchi nell’apprendere che Obama non riceve il leader spirituale tibetano?», si chiede Frank Wolf, un membro repubblicano del Congresso impegnato nella battaglia per i diritti umani.
Che importa, tanto il Tibet è un provincia lontana, che torna di moda solo ogni tanto, le Olimpiadi sono passate, state buoni.
Le violazioni palesi dei diritti umani, lo sterminio di un popolo, la violenza con cui i cinesi si stanno sostituendo a quei pochi veri tibetani rimasti… sono cose lontane, lontane anche dai media perlopiù. Meglio mantenere la pace e far finta di non vedere.
Avrà pensato questo il caro Obama, dimostrando però di sottomettersi alle regole spietate del mercato e delle minacce globali di Monster China.
Delusione? Certamente sì.
” Il fatto è che pur ammettendo, senza se e senza ma, che è very very cool, che si muove come e meglio di George Clooney nei panni di Danny Ocean, che ha una parlantina che lèvati e che insieme a Michelle fanno una figurona, al dunque sembra sempre che a Obama gli manchino. Quei cosi là. Non dico che debba continuamente gettare il cuore oltre l’ostacolo, anche se da un uomo impegnato a rivoltare il mondo per portarvi l’ordine, l’armonia, la giustizia, la fratellanza e la pace uno se lo aspetterebbe. Però, con tutta la cautela possibile, andandoci coi piedi di piombo, un po’ di coraggio potrebbe anche darselo. Mentre a tutt’oggi la cosa più ardita che ha fatto è stata quella di inviare al regime iraniano la videocassetta di un suo accorato (e «storico») appello a stringersi tutti per mano e fare il girotondo” (Granzotto)
Il mese prossimo quindi Obama compirà infatti il suo primo viaggio ufficiale in Cina, dove sarà ricevuto come il più grande dei grandi, in un clima di calorosa deferenza che il tête-à-tête con il Dalai Lama avrebbe potuto seriamente compromettere. Un Hu Jintao che l’accoglie gelidamente avrebbe intorbidito la sua impronta messianica: ed è quello il pericolo che ha inteso scongiurare voltando le spalle al Dalai Lama.